venerdì 1 giugno 2012

Sette stelle filanti


Vorrei iniziare con un saluto a tutti dalla nonna Elda!

Oggi ho pensato di scrivere una favola,forse una bimba la leggerà e magari potrà piacerle anche se non è come quelle moderne.
D'altra parte,cosa volete,io sono...antica.
Gradirò qualche commento se e quando lo riterrete opportuno.
A...rileggerci,a presto!
Il titolo è:       

    SETTE STELLE FILANTI


Era carnevale, tutto il villaggio era insolitamente animato quella mattina; le vetrine erano festosamente addobbate di maschere, stelle filanti, coriandoli e abitini sgargianti delle più svariate fogge.  L'entusiasmo dei bambini era grande: chi voleva vestirsi da capitano, chi da condottiero e fra le bimbe c’era tanto imbarazzo se scegliere cappuccetto rosso o un costume da gran dama o addirittura da principessa.  Insomma c'era un gran parlottare fra foro mentre tenevano i visini incollati alle meravigliose vetrine.  La piccola Michela, mentre percorreva la via centrale con la mamma guardava tutto ciò con occhi estasiati.  Oh, pensava, se anch'io potessi indossare uno di quei costumi!  Sapeva però di non poter chiedere nulla alla mamma perché ogni misero soldo serviva per il loro cibo da quando papà se n'era andato lassù.  Perciò Michela si accontentò di guardare.
Venne il giorno in cui tutti i bambini in maschera si riunirono nella piazza principale dei paese e lanciarono festosi coriandoli e stelle filanti, nei loro sgargianti costumi; gli spadaccini sfoderarono le loro spade lucenti e anche Zorro si lanciò in difesa di una bella damina.  Michela un poco in disparte portava una mascherina che la mamma le aveva confezionato ma, ahimè, non aveva neppure una stella filante da lanciare e rimase immobile, come incantata, ed anche un poco triste di fronte a tanta allegria dalla quale si sentiva esclusa.


Il carnevale finì, e in piazza non rimasero che tanti coriandoli e stelle filanti sparse ovunque e calpestati dai frettolosi passanti. 
 Passarono i giorni e arrivò la primavera, poi l'estate.  Michela era ora in vacanza e di tanto in tanto faceva un giretto nei campi per raccogliere qualche fiore.  Un giorno mentre attraversava la stradina che portava verso il bosco incontrò la signora Rosa, una vecchina che raccoglieva cianfrusaglie e robe vecchie nella sua carriola.  Michela si soffermò a salutarla e guardando per caso il contenuto della carriola scorse qualcosa di colorato che pareva molto invitante: ma certo!  Era un pacchetto rotto che conteneva alcune stelle filanti!  
 Si fece allora coraggio e chiese alla Rosa se poteva vedere quei pacchettino colorato. allora la vecchietta glie lo porse dicendo che poteva tenerlo anche se non capiva bene come mai la bimba fosse cosi attratta da quel rimasuglio, tanto più che il carnevale era passato da un pezzo.  Michela fu tanto felice che corse a casa dove raccontò alla mamma del bel dono.  Si mise in fretta a contare le stelle filanti: erano sette dei colori dell'iride, ed erano ancora perfettamente arrotolate.  Pensò con gioia che finalmente anche lei avrebbe potuto lanciarle anche se non era più carnevale e cosi si recò in una piccola radura circondata da un boschetto e, quando vide che nessuno l’avrebbe scorta, lanciò la prima stella filante che però il vento portò via forse su un albero o più su tanto che non si poteva più scorgere.
 Intanto grosse nubi si erano formate ad offuscare il cielo, prima azzurro, e il vento si era fatto più forte.  Si avvicinava il temporale ma Michela intenta com'era a lanciare un'altra stella filante pareva non accorgersi di nulla. 


 Continuò a lanciare le sue stelle filanti, una dopo l’altra ma tutte scomparvero verso l’alto portate dal vento.  Incominciò a piovere e Michela dovette correre a casa triste per non avere più ritrovato nessuna delle sue stelle colorate.  Appena cessarono i tuoni e la pioggia, la bimba volle ritornare sulla radura nella speranza di ritrovarvi le stelle filanti sia pure bagnate perché non si rendeva conto di come fossero sparite.
Là giunta si guardò intorno, vide che il sole splendeva di nuovo e faceva brillare tante piccole perle sull'erba e sulle fronde degli alberi; raccolse ancora qualche fiore, ma non trovò le stelle filanti.  Infine guardò verso il cielo e, stupore!  Ecco dove erano andate!  Erano lassù dove formavano un arco meraviglioso Era  l’arcobaleno fatto con le sue sette stelle che il vento aveva portato lassù!  “certo pensò Michela, sono  andate a trovare papà”
Quindi restò ferma a contemplare estasiata quell’arco meraviglioso fino a quando i colori si dissolsero nell’infinito.


8 commenti:

  1. Complimenti! veramente molto bella...la racconterò stasera al mio bimbo...sono sicura che gli piacerà tanto, così come è piaciuta a me.
    Attendo di leggere ancora un altro racconto...

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    1. Gentile Sig.ra Sabryna,
      Mi scusi per il itardo nel ringraziarla infinitamente per il suo bellissimo messaggio che mi ha veramente rallegrato la giornata.
      Forse non meritavo tanto,ma sono lieta se uno dei miei racconti puo piacere ad un bambino: se loro sorridono,anche noi godiamo di questa gioia.
      Ne seguiranno altri.
      Ancora un grazie di cuore e ...al piacere di rileggerci.
      nonna ELDA

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  2. Ciao nonna, ma che bella questa storia. ce l'avevi già raccontata quando eravamopiccoli.un bacione
    Federico shin'ichi

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    1. Carissimo "Anonimo", sono lieta che dopo tanto tempo tu abbia letto qualcosa deinata anch a te
      quando eri...un po' più pccolo. Ne seguiranno altrE.
      Grazie comunque per il tuo ambito apprezzamento.
      Un baciotto.
      Nonna

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  3. Ciao Zietta.....nn so quante volte ho tentato di scrivere un commento...spero che questa volta ti arrivi. Complimenti!!!! Ora che sei "tecnologica" sicuramente sarà + facile sentirci. Mi raccomando continua a scrivere, leggerti prima di andare a nanna diventerà una splendida abitudine! Al prossimo racconto Rosita<3

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  4. Cara Rosita,
    ti ringrazio per il tuo apprezzamento. Io sono entrata in Blog solo due giorni fa su consiglio di Stefania.
    Certamente continurò,ma la faccenda con te era un'altra: e cioè la tua risposta circa i disegni che Beatrice avrebbe forse accettato di fare. Cosi vada per le favol ma per i racconti più lunghi,sono al passo di prima. Pazienza.
    Ciaoooooo,a preto. Elda

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  5. Questa storia mi ha commossa.
    Ora vado a letto e la porto con me.
    Grazie
    Stefania

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    1. Grazie Stefania del commento gradito. spero che ti abbia conciliato il sonno.
      a presto
      nonna Elda

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